La Settimana Santa di Assoro è accompagnata dalle “Lamentazioni”.
Il “Popule meo”, lo “Stabat Mater”, il “Miserere” ed altri lamenti sono eseguiti, in particolare, presso la cappella del SS. Crocifisso dove è allestito il Sepolcro.
Il giorno del Venerdì Santo dalle ore 17.00 i cantori riprendono ad intonare i lamenti in processione, percorrendo le vie cittadine e soffermandosi per brevi soste nei pressi delle chiese: Madonna degli Angeli, Spirito Santo, Misericordia, Matrice, S. Caterina.
Il “Miserere” è eseguito soprattutto nei cinque venerdì di marzo (in dialetto “cincu venniri di marzu”); un gruppo di fedeli va di casa in casa per raccogliere le offerte per la festa della Settimana Santa. Durante l’itinerario lamentano e sparano mortaretti.
Il primo venerdì, il privilegio spetta agli abitanti assorini della parte alta del paese (â menza terra di susu); il secondo venerdì alla parte bassa (â menza terra di iusu); il terzo alla Confraternita del SS. Nome di Gesù, costituita dai “massara” (piccoli proprietari terrieri); il quarto ai pecorai; il quinto, (non tutti gli anni), ai “mulinari” (mugnai).
Il repertorio assorino comprende oggi, oltre ai tre canti sopra citati, anche la “Salve Regina” e “Maria iccà na vuci”.
- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.